giovedì 27 gennaio 2011

mi piace non mi piace

mi piace: semplicità, poesia quotidiana, natura, bellezza, musica, famiglia, generosità, etica, intelligenza
non mi piace: disonestà, malafede, menzogne, avidità, infedeltà (seriale), villaggi turistici, full inclusive, discoteche, cocainomani, sepolcri imbiancati, furbi

mi piace: le persone
non mi piace: la folla

mi piace: chi è allegro
non mi piace: chi si sente in dovere di essere spiritoso sempre

mi piace: chi non è imbarazzato dal silenzio
non mi piace: chi non è capace di stare in silenzio

mi piace: chi parla con il cuore , chi ragiona con il cuore
non mi piace: chi si nasconde dietro una maschera da così tanto tempo da aver perso le tracce di sé stesso, chi ragiona con lo stomaco

mi piace: le persone di talento
non mi piace: i leccaculo

mi piace: gli affabulatori
non mi piace: le barzellette

mi piace: bere bene
non mi piace: chi ordina champagne ma non lo distingue dall'ortrugo

mi piace: Stanley Kubrick, Woody Allen, Hayao Miyazaki, il cinema europeo (francese, inglese, spagnolo)
non mi piace: la TV, Steven Spielberg, Hollywood

mi piace: girare il mondo in moto, spostarmi a piedi
non mi piace: la velocità, il casello a casello

mi piace: le strade americane, le strade provinciali, i passi alpini
non mi piace: tangenziali, autostrade, guardrail

mi piace: la montagna, il silenzio, il profumo delle mucche al pascolo
non mi piace: il cemento degli impianti da sci, le tangenziali che ti portano in fretta in villeggiatura

mi piace: il mare fuori stagione, le spiagge nascoste, il mercato del pesce
non mi piace: i porti turistici

mi piace: la letteratura romantica mitteleuropea, George Simenon, Piero Chiara
non mi piace: i libri prefabbricati americani

mi piace: Beatles e Rolling Stones
non mi piace: U2

mi piace: radio libere
non mi piace: radio private

mi piace: i concerti nei club
non mi piace: il karaoke, gli stadi

mi piace: il profumo delle motociclette, il profumo della miscela
non mi piace: la puzza del diesel

mi piace: le moto bicilindriche
non mi piace: le moto giapponesi (di oggi)

mi piace: una cena intima
non mi piace: le tavolate

mi piace: un sorriso, un bacio improvviso, un abbraccio che mia figlia non riesce a trattenere
non mi piace: il broncio

mi piace: gli occhi dolci, gli occhi sinceri, le ragazze morbide
non mi piace: le vamp, le donne aggressive

mi piace: i baci lunghi, le mani nei capelli, i week-end giapponesi (quando non ti alzi dal letto per tre giorni), il cunnilingus
non mi piace: i massaggi a pagamento

mi piace: le cameriere
non mi piace: le ministre ballerine

mi piace: il peso della trapunta d'inverno
non mi piace: dormire solo

mi piace: l’eleganza del corpo
non mi piace: i gioielli

mi piace: il corpo nudo
non mi piace: lingerie

mi piace: invecchiare con la donna che amo
non mi piace: invecchiare

mi piace: i tatuaggi colorati
non mi piace: i tatuaggi tribali

mi piace: petanque, pastis
non mi piace: golf

mi piacerebbe: la pipa
non mi piace: il sigaro

mi piace: Apple
non mi piace: Apple

mi piacerebbe: lavorare scrivendo
non mi piace: lavorare sopportando la gente

martedì 18 gennaio 2011

tomorrow never knows


Dove soffierà il vento domani nessuno lo sa
dove andrà il tuo dolce sorriso domani nessuno lo sa...
(bruce springsteen)

Il tempo corre rapido, e le cose cambiano. Non dovremmo affezionarci troppo alle cose, per adattarci meglio al nuovo che avanza. Dovremmo vivere senza memoria, come gli esseri viventi più elementari, oppure crogiolarci nei ricordi che custodiamo gelosamente nello scrigno del nostro cuore? Oppure dovremmo essere un po’ cinici, come quelli che dicono che il bello è nel cambiamento, o peggio come quelli che alla felicità neanche ci puntano?
Ci sono stati momenti nella mia vita in cui ho avuto un’epifania, un istante di lucida consapevolezza della precarietà del presente; in cui ho pensato: “il presente non esiste, è un’illusione…”. Forse accade nei momenti in cui per un attimo le cose sembrano essere perfette, ma forse nemmeno.
Mi affacciavo ai trent’anni, stavo passeggiando con l’amato Reif, il mio cane lupo, in una tiepida serata di primavera. Mentre mi sembra di essere felice un lampo di consapevolezza mi attraversa la mente: “sono giovane, Reif è vivo, i miei genitori sono vivi, amo la mia fidanzata. Arriverà necessariamente il momento in cui tutto questo non sarà più vero”.
Dissolvenza al bianco. Nuova scena. Lungo Ticino, darsena del Naviglio Grande. Sono abbracciato alla donna che amo (non è la stessa di prima), guardiamo assieme il cielo che si fa rosso. È una scena bucolica: c’è un pescatore, una barchetta, i rumori della città sono lontani, attutiti. Mi appare in sottotitolo la scritta: “quanti tramonti vedrò ancora abbracciato? Cento, dieci, uno?” Se ci pensi, alla fine quante volte ti è successo in passato? Dissolvenza. Sto passeggiando in un centro città affollato ed addobbato per le feste natalizie, in mezzo ad una folla in cerca di regali; sto preparandomi per il Natale in famiglia. Improvvisamente mi domando: “e se il Natale in famiglia dovesse finire? Se mi ritrovassi da solo a viverlo in un appartamento vuoto? O in un appartamento nuovo, un'altra casa?” (evidentemente il subcosciente stava cercando di farmi interpretare segnali evidenti che preferivo ignorare).

C’è un posto dove finiscono le cose perdute?

PS: (ri)leggi anche: l'isola che non c'è...

sabato 27 novembre 2010

Valzer per un amore


Guarda che Fabrizio De André era un genio. Se tu corteggi una donna che ti rifiuta, cosa le dici? Insisti, accusi il colpo, fai la vittima, fai l’offeso, fai il superiore?
Il Faber le avrebbe detto queste parole:

“Quando carica d'anni e di castità

tra i ricordi e le illusioni

del bel tempo che non ritornerà,

troverai le mie canzoni,

nel sentirle ti meraviglierai

che qualcuno abbia lodato

le bellezze che allor più non avrai

e che avesti nel tempo passato

ma non ti servirà il ricordo,

non ti servirà

che per piangere il tuo rifiuto

del mio amore che non tornerà…
…vola il tempo lo sai che vola e va,

forse non ce ne accorgiamo

ma più ancora del tempo che non ha età,

siamo noi che ce ne andiamo

e per questo ti dico amore, amor

io t'attenderò ogni sera,

ma tu vieni non aspettare ancor,

vieni adesso finché è primavera”.

(Valzer per un amore)

lunedì 8 novembre 2010

hogs


Carol guarda dalla finestra: "papà, c'è la grina!"
Mi precipito, preoccupato di vedere in giardino un suino, o peggio.
"Cosa c'è, Carolina?"
"C'è la grina, sul prato"
"La brina, Carolina, la brina!"



Per chi vive lontano dalle terre di sua maestà il maiale (l’eventuale doppio senso è involontario… ;-) la "grina" è la femmina del "suino", "gogno" o "animale" che dir si voglia... per estensione, la grina è anche una femmina di facili costumi, una maiala, appunto.
Grina torna al maschile in grino, per indicare un maschio ma non tanto di vivaci appetiti erotici (in quel caso sarebbe più adatto il paragone con il toro) quanto insaziabile a tavola, sia pure senza essere un gourmet... nelle nostre campagne iniziano a sconfinare anche i cinghiali, in precedenza timidi abitatori della montagna abbandonata. Grini selvatici? Wild grins? Forse anche per questo il nostro gruppo di motociclisti si è scelto il soprannome di 45ers Motor Grins (o evergrins)…

giovedì 4 novembre 2010

guerra e pace


La guerra è sbagliata, la guerra non risolve i conflitti fra i popoli. Festeggiare la festa della vittoria è come festeggiare la guerra. Tutte le guerre sono sbagliate e la Grande Guerra più ancora delle altre. Non si sa perché è stata combattuta, è stata una carneficina, ha decimato una generazione a cui ha negato il futuro e la vita, ed è stata la miccia della II Guerra Mondiale.
Nelle piazze abbiamo edificato monumenti ai nostri caduti. In Austria ho visto i monumenti ai loro caduti. La demagogia degli eroi che hanno perso la vita è una beffa: coloro che hanno mandato i giovani a morire e hanno negato loro un futuro sono gli stessi che li usano come testimonial di guerra e patria.
Anche oggi il terrorismo non si combatte con le bombe; al contrario così lo si alimenta. Il terrorismo si combatte con il rispetto e con una politica estera che non sia non predatoria e imperialista. Facciamo la pace, non la guerra.

giovedì 2 settembre 2010

wc


sentito dire da una donna ad un’altra donna:

l’uomo è come il cesso
quando serve non lo trovi
quando lo trovi è occupato
quando è libero è ridotto in condizioni pietose”

lunedì 7 giugno 2010

gone country


Where in the world is Blue Bottazzi? Avete notato un brusco rallentamento nel ritmo di aggiornamento del/dei blog? Facciamo finta che lo abbiate notato. Sto spostandomi in campagna. I’m going country.
Ho sempre desiderato vivere in un posto a misura d’uomo. Anche in città ho sempre vissuto nel centro storico, che è in qualche modo un paese in mezzo alla città. Mi piace spostarmi a piedi o in bicicletta, e fare spesa al mercato coperto e in botteghe a gestione familiare.
Mi sarebbe piaciuto anche abitare in un paesino di mare di quelli che il turismo ha cancellato, come la Liguria di una volta. O sulle montagne di Heidi, come il Piemonte di prima del cemento. Ma siccome ho un lavoro stanziale, rimango dalle parti della via Emilia, o meglio della SS45 dove la pianura del Po lascia il posto alle colline dell’Appennino.

Pensavo di andare a vivere in una casa colonica, una casetta modesta tinta pastello e le persiane bianche con due stanze sotto e due sopra, un pergolato, uva fragola ed un dondolo alla Dinamite Bla. Veramente credevo che tutte le case di campagna fossero così. Invece non ce n’è così neanche una: c’è qualche vecchia casa ristrutturata, qualche bella villa Liberty o Deco in stato di abbandono e con il giardinetto ridotto a foresta (ma disponibile ad un milione di euro), e soprattutto ci sono schiere e schiere e schiere e schiere di casette da geometra sulla collinetta e con la discesa del garage in cemento.
Ed i prezzi, vogliamo parlarne? Forse che i coloni, cioè, i contadini, fossero tutti milionari per permettersi i prezzi a cui ti propongono un pollaio ai piedi di una collina? Non capisco nulla di economia, ma mi sono fatto l’idea che i prezzi del mercato immobiliare siano inventati dalle banche: le banche che ti fanno un mutuo che ti ci vuole una vita lavorativa per ripagare sono le stesse banche che prestano i soldi alle imprese che costruiscono la tua casa.
Le stesse banche e gli stessi soldi, che non si muovono dalle stesse cassaforti (e che magari neanche ci sono) e tutta la gente fuori a lavorare… c'è da scommetere che se vivessimo il triplo degli anni anche la casa costerebbe il triplo.
(Adesso c’è la crisi e le case dovrebbero costare meno, ma anche i soldi sono meno ed il risultato non cambia).

Comunque alla fine una casetta l’ho trovata, in un posto che assomiglia al Paradiso (più caldo del Paradiso, però). È una casetta dove ci entri di traverso, ma è molto carina, ha il suo giardino ed il suo tetto per cui mi va benissimo e mia figlia l’ha battezzata Villa Charlotte, nome che sa di Louisiana e piace anche a me. Pagare non l’ho ancora pagata, per cui...