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domenica 26 febbraio 2012

il linguaggio nel paleolitico


Per non ripetermi troppo sui mie consueti argomenti, per questo post lascio volentieri la parola a Carol.


Ricerca di Storia: 
il linguaggio nel paleolitico. 

Non conosciamo il linguaggio degli uomini del paleolitico, perché siccome non esisteva ancora la scrittura non possiamo sapere come si esprimevano quei nostri antenati. Però io e papà abbiamo compiuto una ricerca ed abbiamo scoperto quali erano le frasi più usate nel loro linguaggio, e quelle che invece non si potevano esprimere.

Le frasi che il linguaggio del paleolitico non era in grado di esprimere:

Non c'è campo
Che numero di scarpe porti? 
Attraversa sulle strisce pedonali
Per me pasta al pomodoro
Non ti scordare l'ombrello
Hai tu le chiavi di casa? 
Ho montato le gomme da neve
Aprite il libro a pagina 12
È il mio film preferito
Che brutta calligrafia! 
Devo studiare storia

ma anche Falso come Giuda, Veloce come un razzo (però era in uso veloce come una lepre), …

Le frasi più frequenti nel linguaggio del paleolitico:

Non colpire con la clava il tuo compagno
Ci sono dei peli nella mia bistecca
Mangiate pure con le mani
Tonto come un Dodo 
Papà, mi racconti ancora la fiaba del mammouth? 
Se non fai il bravo ti mangia lo smilodonte
Che bei lombi

Una barzelletta del paleolitico. Un bambino torna a casa con la pagella scolastica. La mamma guarda la pagella e poi commenta: "Posso capire l'insufficienza in italiano, in fondo il linguaggio è appena stato inventato. Capisco matematica, non abbiamo neanche i numeri. Ma storia! Storia sono solo quattro stupidaggini..."


lunedì 8 novembre 2010

hogs


Carol guarda dalla finestra: "papà, c'è la grina!"
Mi precipito, preoccupato di vedere in giardino un suino, o peggio.
"Cosa c'è, Carolina?"
"C'è la grina, sul prato"
"La brina, Carolina, la brina!"



Per chi vive lontano dalle terre di sua maestà il maiale (l’eventuale doppio senso è involontario… ;-) la "grina" è la femmina del "suino", "gogno" o "animale" che dir si voglia... per estensione, la grina è anche una femmina di facili costumi, una maiala, appunto.
Grina torna al maschile in grino, per indicare un maschio ma non tanto di vivaci appetiti erotici (in quel caso sarebbe più adatto il paragone con il toro) quanto insaziabile a tavola, sia pure senza essere un gourmet... nelle nostre campagne iniziano a sconfinare anche i cinghiali, in precedenza timidi abitatori della montagna abbandonata. Grini selvatici? Wild grins? Forse anche per questo il nostro gruppo di motociclisti si è scelto il soprannome di 45ers Motor Grins (o evergrins)…