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venerdì 21 luglio 2017

il nostro disco che suona



“una rotonda sul mare
il nostro disco che suona…” 

Sapete quella cosa, “il nostro disco...” di solito è la canzone che imperversava in una certa stagione, che ci porta alla mente un preciso momento, una certa estate, una certa spiaggia, un certo amore.
Non so voi, ma io ho una canzone che mi ricorda ogni amore che ho vissuto. Ogni donna importante -nel bene o nel male - che ha attraversato la mia vita.
A volte è la canzone che ascoltavamo assieme. Altre è perché sono le parole a raccontarmi di lei.

Ricordo da ragazzo, avevo lasciato una ragazza e poi, come succede, l’avevo rimpianta. Era un disco di Bruce uscito in quei giorni a ricordarmi di lei:

“Una volta ho sognato che eravamo ancora assieme io e te
a casa in quei club dove andavamo
eravamo in piedi al bar ed era difficile sentirsi parlare
la band suonava forte e tu gridavi qualche cosa al mio orecchio 
mi hai tolto la giacca mentre il batterista contava il quattro 
mi hai preso la mano e mi hai portato sulla pista 
mi hai abbracciato e hai cominciato a ballare lentamente 
mentre ti stringevo stretta ho giurato di non lasciarti mai andare…”

L’ho fatto anch’io una volta un sogno così, sulla mia fidanzata americana, la mia rock & roll girl, e nel sogno ho pensato che non l’avrei mai lasciata andare.
Ma l'ho lasciata andare. Non sempre siamo all'altezza dei nostri sentimenti.

La canzone del Primo Amore era di Chris Rea:

“I just wanna be with you
No matter what they say
Just wanna be with you
Every night and every day
Cold nights, dark days
I wanna be with you”

come pure quella che mi ha ricordato di lei a lungo, dopo averla persa:

“il tempo passa, e ogni lacrima asciuga
e le notti da solo diventano stranamente accettate
e mentre gli anni passano, come dice la vecchia canzone
il dolore con il tempo se ne va, non può durare per sempre...
...ma poi un amico, da stupido, fa il tuo nome
giorni di sole, notti ebbre
tu che sorridi e mi dici che va tutto bene
com'è fredda, fredda la pioggia a sentir nominare il tuo nome
perdonami per favore
se stringo le spalle per non mettere a disagio gli amici
non è che invecchiando sia diventato più freddo:
sono diventato bravo a nascondere
quello che sento senza confidarmi
ma è sempre lo stesso
quando sento il tuo nome”


La mia "rock & roll girl" amava Bruce Springsteen e soprattutto Tom Petty. Il nostro album era Tunnel Of Love, ma la nostra canzone era di Bryan Adams, il singolo “Please Forgive Me”. La prima volta che l'abbiamo sentita era alla radio. Ho accostato l'auto e l'abbiamo ascoltata in silenzio, guardandoci negli occhi. Quando l'amore brucia come il fuoco è difficile non avere nulla da farsi perdonare.

“ancora mi sento come la prima notte assieme
mi sento come il nostro primo bacio
va meglio baby
la prima volta che i nostri occhi si sono guardati
sento la stessa sensazione
solo molto più forte
voglio amarti ancora
la tua fiamma è ancora accesa?
Così se ti senti sola, non farlo
per favore perdonami, ora so cosa fare
per favore perdonami, non posso smettere di amarti…”


Anni dopo fu Bruce Springsteen ad annunciarmi che il mio matrimonio era finito. Ero triste e deluso, ed invece di tornare a casa mi ero infilato in autostrada al tramonto, guidando senza meta verso il rosso del sole che cala. Avevo The River sull'autoradio. Era una registrazione dal vivo, quando arriva quel lungo lamento del sax di Clarence Clemons che introduce la nuova versione della canzone. Stavo per premere il pulsante di avanti veloce, forse perché quella canzone significava troppo per me per riuscire a riascoltarla. Ma non ce l'ho fatta a cambiare, e così l'ho ascoltata una volta di più.
Non avevo mai realizzato prima che parlasse di un matrimonio finito.
Ascoltiamo le canzoni modellandole sulla nostra esperienza, e per me il baricentro della canzone era Mary incinta, ed un matrimonio fra ragazzi consumato in povertà di fronte al giudice di pace:

“Then I got Mary pregnant and man that was all she wrote 
And for my nineteenth birthday I got a union card and a wedding coat 
We went down to the courthouse and the judge put it all to rest 
No wedding day smiles no walk down the aisle 
No flowers no wedding dress”

Invece quella sera sull'auto ho ascoltato Bruce cantare:

“Ora tutte le cose che sembravano così importanti 
è come se fossero svanite nell'aria 
Io mi comporto come se non ricordassi 
Mary si comporta come se non le importasse...”

Quelle parole mi hanno fanno sobbalzare: stavano parlando di me!

“Mi ha chiesto se mi ricordavo le lettere che le ho scritto
Quando il nostro amore era giovane e forte
Ha detto che la notte scorsa ha letto quelle lettere
E l'hanno fatta sentire vecchia di cento anni

Sto guidando un'auto rubata
nella notte nera come la pece
e mi dico che le cose andranno a posto
ma sono in viaggio nella paura
che in questa oscurità io possa scomparire...”

La canzone più triste sulla fine di un matrimonio, ha le parole di De Gregori:

“...e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni
i miei alibi e le tue ragioni...
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro
ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi...
E quando io senza capire ho detto sì
hai detto è tutto quel che hai di me
è tutto quel che ho di te…”



Un amore successivo, quasi di contrabbando, era marchiato da un cajun tradizionale della Louisiana, cantato allo stesso tempo in inglese ed in francese:

“Ma jolie, how do you do?
Mon nom est Jean-Guy Thibault-Leroux
I come from east of Gatineau
My name is Jean-Guy, ma jolie

J'ai une maison a Lafontaine
Where we can live, if you marry me
Une belle maison a Lafontaine
Where we will live, you and me
Oh Louise, ma jolie Louise

Tous les matins au soleil
I will work 'til work is done
Tous les matins au soleil
I did work 'til work was done...” 

Ha un finale triste. Come la nostra storia, che è finita male, ancora con le parole di Bruce Springsteen, fra le più dure che lui ha scritto - forse per una donna che non ha saputo conservare con cura l'amore che aveva trovato:

“Lei spegne la TV e se ne va a letto senza una parola
pensando a come tutto è stato sprecato
e come sono stati buttati i loro sogni…
…e un uomo giusto è difficile da trovare”


Una volta ho incontrato l'anima gemella. Ma entrambi siamo stati incapaci di esserne all'altezza. Non avevamo una canzone nostra, cantavano tutte di noi. Ma alla fine, quando l'ho incrociata di nuovo per caso, è stato buffo scoprire che per entrambi era una canzone cantata da Keith Richards che ci faceva pensare l'uno all'altro.
Non la stessa canzone.

La mia diceva:

“Mi ricordo quando ti sfioravo le mani 
ogni volta mi emozionavo 
sei la più bella cosa che ricordi della mia vita 
io e te avevamo tutto
ed anche se non è durata, ne è valsa la pena
you and me, baby, we had it all” 

Keith Richards è un romantico (anche se la canzone è un classico del country americano, nessuno l'ha mai cantata come lui). Invece la canzone che a lei parlava di me era più prosaica:

“Non hai niente su di me 
You ain't got nothing on me” 


Perché, comunque la giri, per quanto tu sia felice e fortunato, alla fine va sempre sprecata in Amore Nero:

“Ti ho dato il mio cuore un bel giorno
e non ha più fatto ritorno
in cambio mi hai dato erbe amare
ed io le ho volute mangiare

Dei miei occhi hai preso il bagliore
uno specchio per vederti migliore
in cambio mi hai dato il veleno
di un dolce di spine ripieno

E c'ho creduto come una preghiera
che un amore è una primavera...
...per una notte di vino
pagherò cento giorni d'aceto”


P.S.: è applicabile anche un altro finale, che si meriterebbe da solo un post. È di David Bowie:

‘Tis a pity she was a whore
‘Tis my curse, I suppose

mercoledì 18 gennaio 2012

se questo amore è un treno


"Se questo amore è un treno vorrei salirci su
filare via ai duecento e non tornare più
Se questo amore è un treno vorrei guidassi tu
ho gli occhi così stanchi ho il cuore così giù
Se questo amore è un treno vorrei portasse al caldo
ho preso troppa pioggia ho preso troppo freddo
Se questo amore è un treno tu portami laggiù
dove l'inverno è breve e il cielo è sempre blu


Passeremo montagne, passeremo città
spazzeremo via i dubbi e le perplessità
Passeremo l'inferno bevendo champagne
busseremo ai cancelli dell'eternità
e lontano al tramonto ci potremo fermare
ai confini del mondo per poterlo cantare"

giovedì 10 febbraio 2011

A Good Man Is Hard To Find


Sono una vittima del rock & roll. Nel senso che sono cresciuto a rock & roll, 45 giri e buoni sentimenti. Le canzoni rock cantano l’amore puro, la passione, il desiderio. Sguazzano fra cuori spezzati e amori finiti ma non contemplano il tradimento, la falsità, l’imbroglio, la cattiveria. Ho sempre vissuto i miei amori con rock & roll. La poesia e magari le lacrime di una canzone di Roy Orbison o degli Everly Brothers. L’imbroglio non te l'aspetti, ti prende di sorpresa senza che tu sappia reagire. Ho cercato una canzone che ne parlasse, quello che ho trovato è questo:


‎"Hey Joe dove te ne vai con quella pistola in mano
Vado a sparare alla mia donna
Perché l'ho sorpresa farsela con un altro uomo
Sto andando a sparare alla mia donna proprio ora
Per poi scappar giù al sud verso il Messico
Dove posso essere libero
Dove nessuno mi metterà una corda attorno al collo..."

(Billy Roberts)


E qualcosa rimane, fra le pagine chiare, fra le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
Colora i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi

(Francesco De Gregori)


Lei disse “le cose cambiano”
io risposi “ma io mi sento lo stesso
non capisco come un amore invece di crescere possa sparire”
lei disse “le cose cambiano
e ‘per sempre’ è una promessa a cui nessun amore può sopravvivere"
così baby ho smesso di provarci
perché posso essere lento a capire, ma non sono cieco...

ora lei mi dice “ti amo ancora e tu una volta urlavi il mio nome”
io dico “non è colpa di nessuno, ma tu lo sai bene che le cose cambiano…”

(Dwight Yoakam)


“più avanti lungo la strada
qualcuno ti farà il male che tu hai fatto a me
più avanti lungo la strada
baby, aspetta e vedrai
adesso ridi ma un giorno piangerai
più avanti lungo la strada
vedrai che non sono bugie,
più avanti lungo la strada
mi rimpiangerai”

(da Bobby Blue Bland)


Sapevo che un giorno avresti ripensato a me e a te
ti saresti dimenticata delle cose cattive
e avresti pensato a quanto abbiamo riso assieme
avresti desiderato tornare a casa
beh, dolcezza, non è per cattiveria o nient’altro
che io sto cantando questa canzone
è che nessuno sa dove vada a finire l’amore
ma quando è andato, è andato
perché quando sei solo, sei solo…

(Bruce Springsteen)


Lei spegne la TV e se ne va a letto senza una parola
pensando a come tutto è stato sprecato
e come sono stati buttati i loro sogni…
…e un uomo giusto è difficile da trovare

(Bruce Springsteen)


Nessuno mi aveva mai fatto del male
prima di te,
sei la donna che dormiva al mio fianco
non mi hai detto che le cose erano cambiate
non mi hai detto di non amarmi più
mi hai tradito
e mi hai mentito
e non me ne hai chiesto perdono
hai lasciato che me ne andassi
senza chiedermi di restare,
non ci hai nemmeno provato
credevi di sostituirmi
ma l’amore è difficile da trovare
persino un uomo che ti tenga caldo il letto
dopo aver finito di far l’amore
è difficile da trovare


mercoledì 22 ottobre 2008

Dieci anni


"Quando avevo diecianni
non avevo mai affanni
e credevo che il tempo
per me fosse eterno
e lo fosse per te.
Ora so chi mi chiama
sento quella campana
che parla di te"


Massimo Bubola